 |
|
Ludwig van Beethoven |
|
|
|
* Cominciamo con una curiosità...
Nessuno pensa mai a Ludwig van Beethoven come a un fanciullo prodigio, invece diede il suo primo concerto a 7 anni.
* Le origini della sua famiglia?
Era fiamminga, di musicisti.
Questo spiega il Van del nome (come Van Gogh) che il maestro in qualche occasione fu tentato di far passare per una particella nobiliare come il VON tedesco.
In realtà il nome B di nobiliare ha ben poco: significa soltanto "cortile delle barbabietole".
Musicista era anche il padre Johann.
Musicista mediocre e pessimo padre: praticamente alcolizzato, costrinse suo figlio Ludwig a studiare musica con la sferza.
Una volta giunse a rimproverarlo perché finito l'esercizio Ludwig iniziò ad improvvisare sul tema assegnatogli.
La madre era un tipo malinconico che giudicava il matrimonio "una catena di sofferenze".
Un disastro educativo insomma.
Presto addirittura cominciò a circolare la diceria che Ludwig fosse figlio illegittimo di un re di Prussia. Quando aveva ormai 40 anni questo pettegolezzo venne pubblicato - B era nato a Bonn nel dicembre del 1770 - e lui non smentì.
I suoi biografi hanno avanzato l'ipotesi che preferisse essere considerato figlio illegittimo d'un re che d'un mediocre tenore.
* E la musica intanto?
Noi posteri abbiamo avuto fortuna!
Christian G. Neefe, buon compositore e ottimo pedagogo scrisse sul MAGAZIN DER MUSIK
quando il suo allievo aveva 12 anni: "Giovane genio merita aiuti che gli permettano di viaggiare. Se i suoi progressi saranno adeguati al suo esordio diventerà certo un secondo Mozart".
* Fisicamente com'era?
Piccolo e tozzo, dal collo grosso e dall'ossatura atletica, viso largo color rosso mattone , fronte potente e rilevata, capelli molto neri, irti e spessi.
Insomma non bello, ma gli occhi brillavano di una forza prodigiosa che afferrava tutti coloro che incontrava.
* Che vita faveva B?
Intensa e irregolare. Trascorse i primi 22 anni della sua vita a Bonn poi andò a Vienna a cercare se stesso, il proprio futuro.
Qui venne apprezzato più come virtuoso che come compositore.
B era capace di suonare nello stile galante che piaceva alle dame e andava molto nei salotti. Forse un po' "brusco e aspro". Se ne accorsero i costruttori di pianoforti che, scrisse ad un amico nel 1802: "mi si affollano intorno ansiosi di costruire uno strumento che corrisponda ai miei desideri" .
|
|
|
|
* Come si evolve B ?
Schematicamente possiamo parlare di tre periodi:
il primo è quello giovanile con uno stile vicino a Mozart, Haydn, a Carl Philipp Emanuel Bach;
il secondo è quello della maturità quando B prende coscienza della sua infelicità esistenziale;
il terzo quello della drammaticità che viene superata sul piano lirico, in spirito.
E' comunque questa una suddivisione un po' di comodo...
* Torniamo a Vienna... Come si adattò col suo carattere?
In modo contradditorio: da un lato era confortato dal calore che lo circondava, dall'altro per esempio mal sopportava di essere considerato solo un virtuoso della tastiera e
MUSIKANT dal Principe di cui era al servizio. Lo irritavano moltissimo le sue continue richieste perché suonasse il pianoforte...
* Le sue condizioni economiche?
Era avaro e contraddittorio, contava anche i soldi e nello stesso tempo non se ne curava. Una volta vendette la stessa opera a parecchi committenti contemporaneamente e questi, scriveva ad un amico: " non discutono nemmeno con me, io fisso il prezzo e loro pagano..."
|
|
* E in società?
Era solito mostrarsi con un abbigliamento quasi trascurato.
Una volta tirò addosso a una cameriera delle uova che non gli erano sembrate abbastanza fresche. Cherubini lo definì un " rozzo orso renano".
Questi atteggiamneti non gli costarono cari come avvenne per Morzart perché la sua musica piaceva di più e i tempi erano cambiati (rivoluzione francese..) e poi, B era perfettamente consapevole della sua genialità e non faceva niente per nasconderlo.
* Un raffronto con Mozart...
La musica di Morzart è circondata da mura, da interni insomma. In B no, la Pastorale poteva screiverla soltanto un uomo che amava molto la natura.
* La sua vita sentimentale?
Un disastro.
B si comportava in modo da soffocare sul nascere le speranze e i desideri che lo pungolavano. Tra quattro sue allieve che si innamorarono di quel maestro così famoso, burbero, così artiste B parla di Giulietta Guicciardi una nobile di cui scrisse ad un amico: "una cara ragazza che mi ama e che io amo, ma purtroppo non è della mia condizione sociale..."
* Parliamo della sua sordità...
Una cosa straziante. Un giorno che B stava dirigendo l'orchestra si accorse che alle sue spalle un altro maestro dava il tempo e gli attacchi.
Si rese subito conto che lui aveva mosso le braccia come un buratino, per di piuù fuori tempo. Sconvolto fuggì di corsa dal teatro.
" Già da tre anni - scriveva nel 1801 - le mie orercchie ronzano e fischiano tutto il giorno e mi è impossibile ogni attività sociale. Pare che la causa di questo male sino da attribuitrsi alle condizioni del mio addome; sono perennemente afflitto dalla diarrea...". In seguito questi fastidi divennero sordià totale.
* Come andava intanto come musicista?
Passò dai trionfi del '809 ad una fama ridotta quasi a zero cinque anni dopo. Si era creata una maggioranza d'intenditori che
riutavano di ascoltare le sue composizioni.
In seguito parlando della IX sinfonia un giornale scrisse"...questo coro incominciò con un tema assai comune, qualcosa come "Yankee Doodle..."
Alle fine due aristocratici si impegnarono a versargli una cospicua cifra affinché scrivesse musica senza preoccupazioni.
* I rapporti con i famigliari?
Soprattutto negli ultimi anni, tremendi.
B si oppose al matrimonio di suo fratello Caspar Carl e verso sua cognata conservò per tutta la vita un misto di repulsione e attrazione sessuale. Scriveva di lei nel 1816: "La Regina della notte è stata al ballo fino alle tre del mattino esponendo le sue nudità. Si mormora che fosse disposta a concedersi per 20 Gulden. Oh, che orrore".
Naturalmente non era vero ma la dice lunga sul declino della fermità mentale del maestro.
* Intanto come viveva?
Malissimo. Il direttore di un teatro descrisse la sua stanza di lavoro così: "Libri e fogli di musica disseminati, resti di cena fredda, appunti di una sinfonia su fogli scarabocchiati, lettere sparse sul pavimento vicino alle pozze d'acqua lasciate dalle frequenti docce...".
Senza dimenticare che in trentacinque anni B cambiò casa trentadue volte.
* Gli ultimi anni...
Passeggiava a lungo nella campagna, mangiava poco e beveva troppo (prediligeva il Piccolit). Nonostante quella atmosfera idilliaca i disturbi intestinali lo costrinsero a tornare a Vienna dove le sue condizioni si aggravarono vieppiù. Riceveva di continuo visite e doni, soprattutto cose da mangiare.
l 26 marzo 1827 entrò in coma. Secondo una leggenda non provata al suo capezzale si trovava amche la cognata Johanna, la ex nemica, la ex pseudo-sposa.
I funerali furono imponenti, senza precedenti. Venti o trentamila persone seguirono la bara. Tra questi, nascosto tra la folla, anche Schubert che seguì l'amato maestro un anno dopo.
|
|
Per Elisa
|
|
top |
|